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ZETAMOVIE.IT presenta

'gnazio

un corto di
ALESSIO MUZI

con
MATTIA ROSINI, GIANLUCA RUSSO
E ALESSIO MUZI

CAST TECNICO

Sceneggiatura Alessio Muzi e Mattia Rosini
Regia Alessio Muzi
Prodotto da Alessio Muzi e Gianluca Russo
Organizzazione Zetamovie.com
Montaggio Aniello Grieco
Durata 5.00 min
Disponibile in VHS e MiniDV

CAST ARTISTICO

Guidatore Gianluca Russo
Passeggero Mattia Rosini
Artista Alessio Muzi

SINOSSI

Una pistola carica. Due persone in una macchina che sono in ritardo. Si detestano a vicenda, e uno dei due ha tutta l’aria di essere uno psicopatico; l’altro continua a sopportare i suoi vaneggiamenti e a subire i suoi insulti e le sue paranoie, finché non sbaglia strada e la situazione precipita....

NOTE DI PRODUZIONE

La maggior parte delle produzioni cinematografiche di quello che si è soliti definire cinema classico ha posto ai registi l’imperativo di “non far sentire la macchina”, ovvero di assecondare il più possibile l’illusione realistica che viene determinata da ogni film, grazie alla proprietà dell’immagine filmica di riprodurre il movimento; in sostanza una soggettiva doveva rimanere una soggettiva, un campo-controcampo doveva rispettare il sistema dello spazio a 180° gradi, il montaggio doveva assolvere una funzione eminentemente narrativa e così via.

Non staremo a ripercorrere tutti i momenti di rottura con questa concezione dello spettacolo cinematografico, dalla decostruzione della struttura su cui si regge abitualmente la creazione registica operata dalla Nouvelle Vague, alla invocazione da parte di Pier Paolo Pasolini dell’avvento di un “cinema di poesia”, in cui la presenza dell’autore sia ben evidente ( “far sentire la macchina “ ), dalle teorizzazioni di un Leblanc o di un Fargier, che sottolineano l’importanza di non mascherare la materialità di immagini e suoni nella loro iscrizione sulla pellicola, fino al più recente collettivo Dogma95, i cui registi girano esclusivamente con la camera a spalla.

Ma la stragrande maggioranza dei film si basa su inquadrature oggettive, che non riproducono la visuale di uno dei personaggi ma quella di un’altra presenza, quella del regista; ma come tali sono tutte, sempre e comunque, frutto di una scelta soggettiva fatta dal regista stesso.

L’idea che sta alla base del nostro cortometraggio è proprio quella di rendere manifesta questa “presenza assente” ( e tuttavia indispensabile ), facendola intervenire direttamente negli avvenimenti narrati dal film. Rompere un’oggettiva facendola diventare quello che è realmente, una soggettiva; inserire una rottura di schema in quello che potrebbe essere un normalissimo corto di pochi minuti con un unico piano sequenza. Da questo spunto si è sviluppata la sceneggiatura e tutto il film, inserito in un contesto volutamente citazionista, e primo tassello di una possibile raccolta di corti del genere, dedicati allo smembramento delle convenzioni del linguaggio cinematografico; il nostro proposito è quello di continuare il discorso sulla inquadratura oggettiva-soggettiva e dedicare un breve film alla decostruzione del campo-controcampo ed un altro alla rottura di una soggettiva.

L’istituzione cinematografica si regge su determinate convenzioni e stilemi espressivi oramai accettati, ma comunque passibili di uno smascheramento; è solo ed esclusivamente per abitudine che nel vedere un film ci aspettiamo che ad una inquadratura ne succeda un’altra con un preciso nesso logico: chi ci assicura che anche noi una mattina, destandoci da sogni inquieti, non ci troviamo trasformati in un mostruoso insetto come il Gregor Samsa de “La metamorfosi” di Kafka?